La sindrome del colon irritabile: quando lo stress parla attraverso l’intestino

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La sindrome del colon irritabile: quando lo stress parla attraverso l’intestino

La sindrome del colon irritabile (IBS) è una patologia cronica dell’intestino molto frequente, che si manifesta in assenza di lesioni anatomiche specifiche. Può presentarsi in qualsiasi periodo dell’anno, ma spesso compare o si accentua in seguito a situazioni di stress.

I sintomi della sindrome del colon irritabile

La sintomatologia è caratterizzata da alterazioni funzionali della motilità intestinale, con dolori addominali anche intensi di tipo colico, accompagnati da un alvo irregolare, spesso con alternanza di stipsi e diarrea.

In base alla gravità dei sintomi, si distinguono forme lievi o gravi, che possono accompagnarsi a stress fisico e/o psichico, influenzando significativamente la qualità della vita.

La diagnosi: i criteri di Roma III

La diagnosi della sindrome del colon irritabile si basa sui criteri di ROMA III, che comprendono:

  • Persistenza di dolori addominali;

  • Valutazione della frequenza di svuotamento dell’alvo e delle caratteristiche delle feci;

  • Presenza di muco biancastro nelle feci.

In alcuni casi, i pazienti non presentano tutti questi sintomi classici. Per questo motivo, la valutazione del medico si basa anche sull’anamnesi personale e familiare, con un approccio clinico personalizzato.

Il protocollo terapeutico

Il trattamento della sindrome del colon irritabile può includere diverse strategie complementari, tra cui:

  • Terapia farmacologica, mirata al controllo dei sintomi;

  • Terapia nutrizionale, adattata alle esigenze del paziente;

  • Riduzione dei fattori di stress fisico e/o psichico, che spesso rappresentano una causa scatenante o aggravante.

L’approccio nutrizionale nell’IBS

L’intervento nutrizionale in caso di IBS si basa su un’attenta anamnesi alimentare o sull’analisi di un diario settimanale dei pasti, con lo scopo di valutare la qualità e la quantità degli alimenti assunti e le caratteristiche dell’alvo.

Poiché l’addome si presenta spesso dolorante e gonfio, è consigliabile sospendere gli alimenti flautogenici, ossia quelli che producono gas intestinale, come:

  • Latte e derivati;

  • Legumi;

  • Alcuni tipi di verdure e frutta;

  • Alimenti particolarmente grassi.

Inoltre, è utile limitare le sostanze nervine gastroenteriche come caffè e tè, e gli alimenti irritanti, quali spezie e cibi integrali.

Favorire il benessere intestinale

Un effetto benefico sull’addome può essere ottenuto introducendo liquidi in abbondanza e fibra idrosolubile, che va incrementata gradualmente per evitare fermentazioni e gonfiore.

L’obiettivo è quello di migliorare la funzionalità intestinale e ridurre l’infiammazione e la tensione addominale, in un percorso di benessere che coinvolge corpo e mente.


In conclusione, la sindrome del colon irritabile richiede un approccio globale che unisca attenzione clinica, nutrizione equilibrata e gestione dello stress. Ascoltare il proprio intestino significa prendersi cura della propria salute a 360 gradi.